Lo spettacolo, per la regia di Guglielmo Ferro, andrà in scena sabato 12aprile alle 21.00
Un classico intramontabile della letteratura italiana, Storia di una capinera, prende vita sul palco del Roma Teatro di Cerignola con una nuova, potente interpretazione che andrà in scena sabato 12 aprile alle 21.00. La regia dello spettacolo, tratto da uno dei capolavori di Giovanni Verga, porta ancora una volta la firma di Guglielmo Ferroche aveva già diretto La Signora Omicidi,mentre l’adattamento è di Micaela Miano. I protagonisti sonoEnrico Guarneri e Nadia De Luca, nei ruoli di Giuseppe Vizzini e della figlia Maria.La storia racconta la tragica vicenda di una giovane novizia rinchiusa in convento dal padre a soli sette anni, condannandola a una vita di infelicità. Il padrerappresenta la figura del carceriere di un destino senza via d’uscita, non solo per Maria, ma anche per lui stesso. In questa messa in scena, Ferro restituisce una nuova lettura del romanzo, rielaborando la struttura drammaturgica per enfatizzare la rigidità culturale e umana delle famiglie dell’epoca.
“Storia di una capinera – spiega Ferro – è la passionale narrazione di Maria, che trova una nuova codifica della sua sofferenza, unendosi alla denuncia di un contesto sociale in cui la salvezza è un miraggio. Non c’è redenzione per lei, né per il padre Giuseppe e nemmeno per noi,perché la redenzione non appartiene alla Sicilia di Giovanni Verga”.
Con la straordinaria partecipazione di Emanuela Muni e un cast d’eccezione formato daRosario Marco Amato, Verdiana Barbagallo, Federica Breci, Alessandra Falci, Elisa Franco, Loredana Marino e Liborio Natali, lo spettacolo promette di toccare le corde più intime del pubblico. Le musiche di Massimiliano Pace, le scene di Salvo Manciagli e i costumi curati da Sartoria Pipi contribuiranno a creare un’atmosfera suggestiva e coinvolgente, capace di trasportare gli spettatori nel cuore della Sicilia ottocentesca.
Lo spettacolo, oltre ad essere un viaggio nel passato, è una riflessione sul presente e sulle dinamiche familiari che, ancora oggi, possono sembrare lontane ma che nascondono verità universali.“Storia di una capinera- conclude Ferro – è un dramma familiare, ma anche un’occasione per comprendere la dolorosa realtà di chi vive sotto il peso di una tradizione che non lascia spazio alla libertà”.